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io mi faccio il pane... e lo yogurt


Appena dopo cena ho aggiunto, ad un litro di latte fresco, 3g di kefir.

Quello che salterà fuori è una "bevanda" simile allo yogurt.
Per fare lo yogurt si aggiungono fermenti lattici al latte. Per fare il kefir invece fermenti, o granuli di kefir, costituiti da batteri e lieviti. Il latte fermenta.
Mi sorprende come questi microrganismi restino nel prodotto continuando, a temperature non frigorifere, a lavorare trasformando il latte in kefir o yogurt. Conserva dello yogurt in barattolo e aggiungi altro latte... per avere altro yogurt.
Mi sorprende che una determinata tipologia di fermenti non muoia a contatto con l'ambiente acido del nostro organismo ma resti viva, insediandosi nell'intestino e dando manforte alla nostra naturale e stressata flora batterica. Ospitalità intestinale!
Mi sorprende come anche nell'antichità questo fosse noto, e ancora più come questi processi sono stati casualmente scoperti: il latte era spesso conservato in otri ricavati dallo stomaco delle stesse vacche da cui si prendeva il latte. I fermenti ivi (la flora batterica) contenuti e il calore hanno fatto il resto.
Ma non si era detto di non rubare più latte?!

Poi c'è la pasta madre: un impasto di farina e acqua acidificato da lieviti e batteri lattici; l'impasto è lasciato acidificare spontaneamente. Aggiungendo acqua e farina puoi ottenere il pane; conservando sempre un poco di questo impasto puoi quotidianamente reimpastare altro pane.
Niente a che vedere con i rapidi e chimici processi impiegati oggi per la produzione del pane!
Le nostre nonne lo facevano.

milky way


"Vedete vi ho donato tutte le piante contenenti i semi...
e ogni albero con il seme del frutto...
Dovreste cibarvi dei frutti dei campi…" (Gen. 1, 29-31)


scenario naturale: i mammiferi, nel solo periodo successivo alla gravidanza, producono latte e allattano i propri piccoli fornendo loro nutrimento e difese.

scenario artificiale: i mammiferi sono costantemente in stato di gravidanza così da poter produrre costantemente il latte. il piccolo partorito è allontanato. diventa pertanto una necessità mungere quotidinamante l'animale. Questo, geneticamente selezionato produce molto più latte di quanto farebbe naturalmente. Tutto ciò prosegue fino a che la natura lo concede, poi è la macellazione. Nel mentre si sbevazzano centinaiai di litri d'acqua al giorno.

La peggior tortura.

scenario ideale: rifornire i mammiferi di alabarde!

Scherzi a parte vi invito a leggiucchiare un po' il sito e magari approfondire ulteriormente alcuni aspetti... in ogni caso non smetterò di bere latte.

yogurt

scrivo di getto oggi... sono quasi le 14:00 e la giornata volge al termine, portandosi dietro la settimana lavorativa ("settimana 36").
Tante le brutte notizie che si accumulano e si accatastano creando un muro...
Tantetroppe cose a cui pensare, che un milanese come me che continua a correre... che già non ha fiato perchè fermenta davanti al PC tutto il giorno... poi mettici l'inquinamento del traffico veicolare...!

Oggi, lo spunto me lo offre un collega: la "parabola" dello yogurt

Incredibile quello che un vasetto di yogurt ha risvegliato in me (è proprio il caso di parlare di risveglio)!

Ma dove sta scritto che la chiave per il futuro sia una crescita sostenibile?! "non può esserci crescita infinita su un pianeta finito" (trovo questa affermazione abbastanza intuitiva)

Personalmente confesso di non aver mai pensato alla decrescita; certo dubbi e incomprensioni circa quello che deve essere la "crescita" mi son venute infinite volte... come faccio a convincere me stesso che ho bisogno di un lavoro a tempo indeterminato, cellulari, tv, macchine veloci, qualsiasi tipo di frutto (anche quelli a cui madre natura non ha pensato), molteplici cravatte (?!) da abbinare a molteplici camice (da abbinare a molteplici pantaloni...), soldi, crescita economica, etc?

l'incipit dell'articolo (dal sito citato sopra; che invito a visitare per bene):

"Lo yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 5 euro al litro, viene confezionato al 95 per cento in vasetti di plastica quasi tutti monouso, raggruppati in imballaggi di cartoncino, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato."

... urka!