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eco-peccatori di tutto il mondo, ascoltate!

Ho da poco terminato il libro di Fred Pearce "Confessioni di un eco-peccatore. Viaggio all'origine delle cose che compriamo", pubblicato in Italia da Edizioni Ambiente.
Sono 350 pagine molto scorrevoli; l'Autore è, a mio parere, un ottimo divulgatore scientifico, pertanto i contenuti e gli spunti di riflessione sono abbondanti.

Riporto allora alcune considerazioni di carattere generale che si ripresentano sistematicamente di capitolo in capitolo e possono dirsi quasi delle costanti implicite nella maggioranza delle merci che acquistiamo:
  • un prodotto, prima di giungere "completo" nelle nostre case, passa attraverso una miriade di intermediari, con le spiacevoli conseguenze di rendere impossibile una corretta tracciabilità della merce e facendone lievitare incredibilmente il prezzo. Per questo tante aziende e marchi "certificati" non sono in grado di dirti la reale provenienza di quello che compri (pertanto consentitemi di dubitare degli standard che tanto pubblicizzano);
  • quando i prodotti (alimentari e non) provengono da "paesi in via di sviluppo", nella stragrande maggioranza dei casi essi sono privi di pesticidi o sostanze chimiche pericolose. Ciò non dovrebbe stupirci poichè la coltura naturale/biologica è l'unica, in quanto ad economicità, che questi paesi sono in grado di praticare;
  • in genere, prodotti appartenenti alla stessa categoria (ad esempio abbigliamento - jeans in cotone), benchè commercializzati nei paesi sviluppati con marchi differenti (H&M, Zara, ecc), sono fabbricati dagli stessi identici soggetti e spesso nelle medesime fabbriche;
  • i prezzi sono fatti da chi compra e non da chi vende. Stesso problema che si verifica in alcuni prodotti italiani (vedi filiera del Parmigiano Reggiano). Questo fatto genera ingiustizie e sfruttamenti da parte di soggetti senza scrupoli che "fanno cartello";
  • se si valuta l'energia richiesta per produrre un determinato bene, ci accorgiamo di cose sorprendenti. L'impatto di un prodotto deve considerare non solo quanto speso direttamente per produrlo ma anche per trasportarlo, conservarlo... cucinarlo. Scopriamo allora che tanti (ma tanti) cibi richiedono molta più energia di quanta loro stessi ne contengano (ovvero l'energia che è, in realtà, acquistata dal consumatore per essere poi praticamente utilizzata)!

Ora, un'affermazione che mi ha davvero molto colpito [p. 141]:
"I consumatori occidentali devono esigere migliori condizioni lavorative per le donne di Dhaka e, sopratutto, devono essere disposti a pagare i prezzi più alti che ciò comporta. I rivenditori devono smetterla di esigere prezzi bassissimi. Però, per favore, non smettete di comprare".
Si può intuire chi pronuncia questa frase. Moltissimi prodotti che oggi acquistiamo generano sfruttamenti e schiavitù in intere comunità dei paesi meno sviluppati. La mia propensione è quella di comprare prodotti sostenibili. Nella misura in cui ciò è compatibile con le mie finanze, scendo a compromessi: mi rifiuto di pagare 5 o 10 euro per un paio di pantaloni; ne spenderò 50, sperando che parte di questa differenza nasca da una filiera più etica.
Tuttavia l'affermazione che ho riportato sopra fa riflettere, nel senso che se smettessimo di "consumare ossessivamente" (può essere una giusta definizione), accumulando in continuazione roba, quasi sicuramente toglieremmo effettivamente ogni mezzo di sostentamento alle popolazioni che con questo sistema "corotto" riescono tuttavia a campare (i contadini, le loro mogli e i loro figli)!
Detto questo, faccio presente come l'Autore riporti la testimonianza di economie e marchi che si definiscono sostenibili ed etici e che si dimostrano effettivamente virtuosi.

Fred Pearce dedica ampio spazio anche ai rifiuti. Infatti non solo rubiamo risorse e dignità ai paesi meno sviluppati per ottenere i nostri prodotti, ma sempre a quei paesi facciamo pagare il prezzo dello smaltimento dei rifiuti che produciamo. Anche in questo caso, l'autore evidenzia situazioni paradossali, in cui i rifiuti non significano morte ed inquinamento ma un redditizio business.

Per concludere, un dubbio: la popolazione mondiale sta attualmente diminuendo? o l'attuale impostazione e struttura delle società (ruolo del lavoro, emancipazione femminile, tasso di natalità, ...) renderà la decrescita un evento imminente nel breve periodo?

Il libro è caldamente consigliato a tutti i tipi di lettore.

io mi faccio il pane... e lo yogurt


Appena dopo cena ho aggiunto, ad un litro di latte fresco, 3g di kefir.

Quello che salterà fuori è una "bevanda" simile allo yogurt.
Per fare lo yogurt si aggiungono fermenti lattici al latte. Per fare il kefir invece fermenti, o granuli di kefir, costituiti da batteri e lieviti. Il latte fermenta.
Mi sorprende come questi microrganismi restino nel prodotto continuando, a temperature non frigorifere, a lavorare trasformando il latte in kefir o yogurt. Conserva dello yogurt in barattolo e aggiungi altro latte... per avere altro yogurt.
Mi sorprende che una determinata tipologia di fermenti non muoia a contatto con l'ambiente acido del nostro organismo ma resti viva, insediandosi nell'intestino e dando manforte alla nostra naturale e stressata flora batterica. Ospitalità intestinale!
Mi sorprende come anche nell'antichità questo fosse noto, e ancora più come questi processi sono stati casualmente scoperti: il latte era spesso conservato in otri ricavati dallo stomaco delle stesse vacche da cui si prendeva il latte. I fermenti ivi (la flora batterica) contenuti e il calore hanno fatto il resto.
Ma non si era detto di non rubare più latte?!

Poi c'è la pasta madre: un impasto di farina e acqua acidificato da lieviti e batteri lattici; l'impasto è lasciato acidificare spontaneamente. Aggiungendo acqua e farina puoi ottenere il pane; conservando sempre un poco di questo impasto puoi quotidianamente reimpastare altro pane.
Niente a che vedere con i rapidi e chimici processi impiegati oggi per la produzione del pane!
Le nostre nonne lo facevano.

Teoria del Tutto (II)

Un po' di storia

Il lavoro di Galileo sulla gravità terrestre, le leggi del movimento planetario di Keplero e il fenomeno delle maree furono tutti spiegati qualitativamente da una singola legge della gravitazione universale. La scienza moderna comincia con l'assunto che le leggi della fisica abbiano la stessa forma rispetto a qualunque sistema di riferimento si adotti nel quale valga il principio di inerzia. Questo è chiamato principio di relatività galileiano, tuttora valido.

H.C. Oersted scoprì una connessione tra elettricità e magnetismo, attivando decenni di lavoro che culminarono nella teoria dell'elettromagnetismo di J.C. Maxwell: divenne evidente che molte forze comuni risultavano da interazioni elettriche tra le più piccole particelle della materia.

La teoria della relatività ristretta parte dall'assunto che se la velocità della luce è una costante allora il tempo e lo spazio sono delle variabili. Il tempo e lo spazio sono legati insieme a formare quello che viene chiamato spaziotempo. Quando ci si muove rispetto ad un sistema di riferimento il tempo rallenta e la massa aumenta in maniera crescente man mano che ci si avvicina alla velocità della luce. Da qui si deduce il motivo per cui la teoria della relatività ristretta dice che non è possibile superare, o anche solo raggiungere, la velocità della luce; il tempo si fermerebbe e la massa diventerebbe infinita.

Il fondamento della relatività generale è l'assunto, noto come principio di equivalenza, che un'accelerazione sia indistinguibile localmente dagli effetti di un campo gravitazionale, e dunque che la massa inerziale sia uguale alla massa gravitazionale. Nonostante abbia dei limiti, in quanto considera continui la materia e lo spaziotempo e tralascia la meccanica quantistica, resta una delle teorie più precise mai verificate sperimentalmente.

Si può capire come massa ed energia si equivalgano e come esse siano due facce della stessa medaglia. In sostanza la massa è una forma di energia estremamente concentrata: essa scompare quando compare energia e viceversa. In particolare se un corpo assorbe una quantità di energia, la sua massa non si conserva ma aumenta della quantità E/c²; viceversa la massa del corpo diminuisce se perde energia, per esempio emettendo luce. L'enorme fattore di conversione (c²) che lega la massa e l'energia spiega come concentrando un grosso quantitativo di energia (= m c²) si possa creare una piccola quantità di massa, e anche come partendo da una piccolissima massa (= E / c²) si possa ottenere un grandissimo quantitativo di energia. Se fosse possibile convertire per intero la massa in energia, i problemi energetici che oggi fanno tanto discutere sarebbero senza alcun dubbio risolti. Il fenomeno della completa e immediata conversione della materia in energia potrebbe verificarsi soltanto nel caso in cui la materia entrasse in contatto con l’antimateria.

Da sottolineare che l’equazione di Einstein è valida ed è stata costantemente verificata.

La ricerca di tale teoria fu interrotta dalla scoperta delle forze nucleari forte e debole, che non potevano essere incluse né nella gravità né nell'elettromagnetismo. Una Teoria del Tutto dovrebbe unificare tutte le interazioni fondamentali della natura, solitamente considerate quattro: gravità, forza nucleare forte, forza nucleare debole e forza elettromagnetica. In aggiunta alle quattro forze citate, la cosmologia moderna potrebbe richiedere forze inflazionarie (come l'energia oscura e la materia oscura), non ancora provate.

Alla fine degli anni 20, la nuova meccanica quantistica (Max Planck) mostrò che i legami chimici tra gli atomi erano esempi di forze elettriche (quantistiche). Una caratteristica fondamentale della meccanica quantistica risiede, nel suo essere statistica; è una teoria non-deterministica che non predice con certezza assoluta le dinamiche di evoluzione del sistema che esamina. Al contrario, essa esprime solo la probabilità con cui una certa configurazione potrebbe presentarsi.


[nella foto: negativo della lastra di Sir A. Eddington raffigurante un eclisse solare utilizzata per mettere alla prova la previsione di deviazione gravitazionale della luce]

La storia delle cose


Victor Lebow, ha scritto:
"La nostra economia, enormemente produttiva, richiede che facciamo del consumo il nostro stile di vita, che trasformiamo l’acquisto e l’uso delle cose in un rituale, che cerchiamo la soddisfazione spirituale, la gratificazione dell’ego nel consumo. Bisogna che le cose vengano consumate, esaurite, scartate, sostituite ad un ritmo sempre più veloce."

Beccatevi questo

Teoria del Tutto (I)


Una teoria del tutto (TOE = Teory Of Everything) è una ipotetica teoria di fisica teorica che spiega interamente e collega assieme tutti i fenomeni fisici conosciuti.

Nessuna teoria del tutto è stata confermata sperimentalmente.

Il problema principale è combinare le teorie (accettate) della meccanica quantistica e della relatività generale.

Molti fisici credono che la M-teoria a 11 dimensioni sia una teoria completa del tutto.


Queste misteriose premesse (da urlo) nascono da un discorso fatto con un consanguinio (ma forse non è mai successo); mi hanno spinto ad approfondire un poco l'eventuale esistenza di una Teoria (con la “t” maiuscola) che potesse racchiudere in se tutto, dal movimento d'ali della farfalla (inteso non come è meccanicamente in grado di avvenire ma proprio il perchè quella tale farfalla in quel preciso momento batta le ali a quella mainera) al significato delle esistenze (e delle non esistenze), fino ad essere in grado di decifrare e giustificare (in senso totale) ogni cosa, fino ai perchè più stupidi e apparentemente più casuali. Di seguito quanto emerso [e se dovessi ora reiscrivermi all'univesità scelierei fisica teorica o matematica teorica... seghe mentali!].

Vediamo fin dove riusciamo ad arrivare.


Il motivo principale per ricercare una Teoria del tutto, oltre alla soddisfazione intellettuale di completare una ricerca lunga secoli, è che tutte le precedenti unificazioni di successo hanno predetto nuovi fenomeni, alcuni dei quali (es. i generatori elettrici) hanno dimostrato una grande importanza pratica. Come in altri casi di teorie riduzioniste, la teoria del tutto permetterebbe anche di definire con confidenza il dominio di validità e l'errore residuale delle approssimazioni a bassa energia all'intera teoria che potrebbe poi essere usata per calcoli pratici.


La Teoria del Tutto sembra una cosa “troppo impossibile” per non essere incredibilmente affascinante!

E se poi ci riesco (anche se Gödel ha detto che non si può fare)?! :-o


Il teorema di incompletezza di Gödel può dimostrare che un qualsiasi tentativo di costruire una teoria del tutto è destinato a fallire. Il Teorema afferma che una qualsiasi teoria matematica non banale che ha una descrizione finita è o inconsistente o incompleta. Poiché ogni "teoria del tutto" sarebbe certamente una teoria matematica consistente non banale, deve essere incompleta.

Il signor Dyson ha affermato che: “Il teorema di Gödel implica che la matematica pura è inesauribile. Non importa quanti problemi vengono risolti, ci saranno sempre altri problemi che non possono essere risolti con le regole esistenti. [...] A causa di questo teorema, anche la fisica è inesauribile. Le leggi della fisica sono un insieme finito di regole e includono quelle della matematica, quindi il teorema di Gödel si applica anche a loro.”

Molti fisici considerano la dichiarazione delle leggi intrinseche sufficiente come definizione di una "teoria del tutto", questi ricercatori affermano che il Teorema di Gödel non significa che una Teoria del Tutto non esista. Infatti si può ragionevolmente sperare per una teoria del tutto che auto incorpori consistentemente tutte le forze correntemente conosciute, benché non ci si debba aspettare che sia la risposta finale.


[Fonte: wikipedia]

milky way


"Vedete vi ho donato tutte le piante contenenti i semi...
e ogni albero con il seme del frutto...
Dovreste cibarvi dei frutti dei campi…" (Gen. 1, 29-31)


scenario naturale: i mammiferi, nel solo periodo successivo alla gravidanza, producono latte e allattano i propri piccoli fornendo loro nutrimento e difese.

scenario artificiale: i mammiferi sono costantemente in stato di gravidanza così da poter produrre costantemente il latte. il piccolo partorito è allontanato. diventa pertanto una necessità mungere quotidinamante l'animale. Questo, geneticamente selezionato produce molto più latte di quanto farebbe naturalmente. Tutto ciò prosegue fino a che la natura lo concede, poi è la macellazione. Nel mentre si sbevazzano centinaiai di litri d'acqua al giorno.

La peggior tortura.

scenario ideale: rifornire i mammiferi di alabarde!

Scherzi a parte vi invito a leggiucchiare un po' il sito e magari approfondire ulteriormente alcuni aspetti... in ogni caso non smetterò di bere latte.

Charlie Wilson's War


"La storia vera di Charlie Wilson, il deputato americano che negli anni '80 ha finanziato l'invio di armi ai mujahidin, per respingere l'invasione sovietica dell'Aghanistan. Amante di donne, alcol e cocaina, Wilson riuscì attraverso un'improbabile alleanza tra il Mossad israeliano, l'Egitto e il Pakistan a far avere alla resistenza afgana ciò di cui aveva più bisogno: armi e bazooka per abbattere gli elicotteri russi." [mymovies.it]

Pellicola con contenuti inaspettati perché credevo di accomodarmi davanti ad uno spensierato prodotto comico sulla politica americana (in ogni caso un filmetto senza troppe pretese) e invece sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Il film è innanzitutto attuale e parla di eventi obbiettivamente tragici benché presentati nelle vesti di una farsa e in maniera sempre assurdamente grottesca da risultare spesso comica...
ed è una storia vera. La storia di una Guerra. Una guerra segreta.

Tom Hanks forse un po fuori ruolo... ma il personaggio che interpreta è descritto bene anche così e l'impressione costante che sia un pesce fuor d'acqua calza e conferisce tono alla nullità e ignoranza che è il deputato Charlie Wilson. Donnaiolo e vizioso sembra non avere una volontà propria, tantomeno una missione o un obiettivo nella vita, finché non entra in scena una donna che lo spinge a visitare un campo profughi. Non mi convince la versione che lui sia rimasto colpito da tale desolazione..... in ogni caso senza riflettere lui si getta in una guerra, come se fosse l'ovvia soluzione a ciò che ha visto.

Collaboratore di Charlie in questa guerra è l'agente della CIA Gust Avrakotos (interpretato da Seymour Hoffman)... Magistrale! Il personaggio è davvero graffiante! Cinico ma al contempo decisamente sveglio e informato si rivela più preparato e utile dell'inetto deputato.
"Inetto"... di certo è buono a fare quello che fanno tutti i deputati ovvero, oltre a cercare di farsi rieleggere, ..... ..... in effetti sti deputati sono solo una manica di farabutti dediti solo ai loro personali interessi!

Gli U.S.A. per sconfiggere il comunismo=Armata Rossa=Sovietici="i cattivi" finanziano per 9 anni le truppe dell'occupato Afghanistan "i buoni" con 1 miliardo di dollari (lo scrivo in cifre: 1.000.000.000 $... puoi pensare a un modo migliore per spendere sti soldi?).
Risultato: fu la sconfitta del comunismo e furono gettate le basi della recente guerra contro i mujahideen "i cattivi ex buoni - proprio gli stessi".

Cosa abbiamo imparato:
- Serve sempre una guerra da combattere per i soldi che porta al mercato delle armi!
- Serve sempre avere ben chiaro che esiste un nemico, un "cattivo", di cui aver paura (è pericoloso!) ed è bene far vedere che si fa di tutto per combatterlo e sconfiggerlo... la sicurezza prima di tutto!
- Serve sempre gente lobotomizzata che non vuole vedere quello che succede e quello che produce, accontentandosi della droga gratuita che ci viene fornita in dosi massicce... facile da usare!
- Se su una mano offri l'imbarazzante spettacolo di un deputato che si fa di cocaina... Cavolo! ...nessuno farà caso al contentuo dell'altra mano!
- Le guerre non risolvono nulla ma generano solo altra violenza... gente ignorante, arrabbiata e armata!

Aggiungo che alcuni dialoghi sono stati proprio di mio gusto!
proprio non so cosa scriverti
forse è solo la paura, perché alle cose, quando ci dai un nome, poi in un certo senso diventano reali... e possono farti male



un fiore..... che l'altro giorno non avevamo


non ti conoscevo




una lacrima non versata

questo esperimento... è la fine del mondo


CERN announces start-up date for LHC

"...prendi dei fisici (esseri per definizione inutili e anche brutti, oltre che disoccupati), un nuovo (!) acceleratore di particelle, una copertura televisiva (sto traducendo letteralmente le parole più significative del comunicato stampa), mettici un paio di veline (una bionda... una pure), 1,21 Gigawatt di potenza (vediamo se qualcuno coglie questa costante universale), 27 Km di pascoli svizzeri...inforna il tutto a -271° C"

[ricetta per "IL BUCO NERO DOinC", dal libro "Ricette per l'estinzione della razza umana" - pp.294]

"Figli di un Blackberry minore"

Secondo un recente sondaggio [riportato su Il Venerdì di Repubblica 1067 del 29 agosto 2008] non è affatto vero che gli italiani sarebbero dei fannulloni (nessuno nega che gli statali incriminati lo siano davvero, semplicemente la statistica nazionale rivela che essi costituiscono l'eccezione).

Parliamo degli italiani maschi tra 25 e 44 anni; così spendono i propri minuti:

- 342 LAVORO [3^ in EU] cioè 8 ore per 5 giorni

- 43 SPOSTAMENTI DA/X LAVORO [1^] cioè 1 ora al giorno

- 89 VIDEO (computer???) [ultimi]

- 31 SPORT [3^] cioè 2 allenamenti da 2 ore alla settimana

- 8 CUCINA ...giusto la cena :-)

- le ore settimanali del pubblico impiego sono 33 [ultimi], ovvero 6 ore al giorno per 5 giorni e mezzo (in EU la media è 38!)

- l'età di pensionamento è 65 (x legge; come in altri 13 paesi della EU) MA è 58-59 quella reale.

Devo dire che in parte mi ritrovo in queste tempistiche, inoltre, per quanto mi riguarda ci hanno preso qua: “il 4% dei laureati lamenta di non staccare ma”, leggasi “ultra turni” ovvero lavoro nel tempo libero! ... ma chi ce lo fa fare?

Si potrebbe andare avanti per giorni a discutere di lavoro, lancio due cose... ma poi chiudo...

  • meritocrazia in Italia
  • lavoro per passione, lavoro una sofferenza o semplice routine
  • compromessi e mobbing
  • le donne (la loro giornata sarebbe da riscrivere!)
  • “il lavoro deve essere per l'uomo, non l'uomo per il lavoro” [Olivetti]

pesci rossi


smentiti da recenti studi coloro che credevano che i pesci rossi avessero una memoria di soli 3 secondi: i pesci rossi sono in grado di apprendere (più in fretta di altri pesci) e di ricordare quanto appreso...

- quindi non bisogna credere alle pubblicità (mi riferisco a quella del pesce rosso, ovviamente, che però non ricordo cosa pubblicizzasse!)

- quindi la mia carenza/assenza di memoria, sopratutto a breve termine, non è imputabile al fatto che sia un pesce rosso... [che unito al fatto che non sono provvisto di pinne e non respiro molto bene sott'acqua... dovrebbe a ragione convincermi che non sono un pesce... rosso. Chissà di che colore sono, allora!]

- quindi cosa avranno mai da ricordare i pesci rossi? che sono (in ogni momento) rinchiusi dentro una boccia di vetro? non è una bella sensazione ...forse è per questo che fanno finta di niente!

“Alla luce del sole”


Trasmesso alcune sere fa in prima serata, con Luca Zingaretti...

Il protagonista è un prete (padre Pino Puglisi) che si reca nel quartiere Brancaccio di Palermo (dove è cresciuto) per rendere qualcosa alla comunità e al luogo che ha fatto di lui l'uomo che è oggi.

La sua missione è aiutare la gente, più di tutti i bambini (coloro davvero innocenti e per i quali vale davvero la pena di combattere).

Tradotto: toglierli dalla strada, fosse anche per una giornata (sottratta al lavoro minorile).

Come: attraverso il gioco, la cosa più spontanea e prodigiosa; nessun sermone, la più semplice forma di aggregazione, un diritto innegabile per tutti i bambini.

In Italia (non so altrove) credo sia una delle poche strade, quella di diventare prete, che ti fornisca i mezzi e le opportunità per svolgere concretamente la Missione; una parrocchia da portare avanti, seppur tra mille difficoltà... ma forse è necessaria la vocazione... ma forse è necessario credere in dio... ma forse è sufficiente l'amore.

Padre Puglisi si pone come esempio, camminando sempre a testa alta, tentando di vincere la paura che rischia in più occasioni di piegarlo, senza usare mai la violenza (“chi usa la violenza non è un uomo, ma una bestia” dice), nessun compromesso.

Sembra solo (o quasi)... unica vera inseparabile compagna... la paura!

Intorno a lui il duplice volto della gente che vive nel terrore pur avendo in cuore la stessa pace che sognano i bambini... diviene complice e colpevole e carnefice.

Il lupo è di casa e non c'è nessun cacciatore!

Padre Pino Puglisi muore il 15 settembre 1993.

Riflessioni sulle moltitudini

Riflessione I

mi viene a questo punto da chiedermi, e a questa domanda non so se il nostro Jean avesse tentato di dare una qualche risposta: "e quanti ce ne saranno?" ........prima della FINE...

di questo post
della mia giornata lavorativa (stacco alle 18:00)
delle prossime olimpiadi
delle guerre e delle ingiustizie
di questo governo
della speranzadel mio libro (che ancora non ho iniziato)
della razza umanadel mondo (la fin absolute du monde)

Riflessione II

82.225.000.000 di nati
82.225.000.000 di morti

(che non è esattamente una "riflessione")

faccio comunque ancora fatica a comprendere/accettare che ogni secondo, o ogni manciata di secondi, qualcuno nasca e qualcuno muoia...
Quando arriverò a far mio tale accadimento... toccherà imparare a riconoscerci le mie responsabilità... ...il resto della vita per chiedere perdono........

o forse ha più senso sprecare il prorpio tempo per ringraziare

Riflessione III

se l'inferno esistesse sarebbe a sto punto impensabile sperare di trovarci un posticino comodo... oppure no? e se non ci fosse più posto all'inferno e i morti camminassero sulla terra? (urka!)
... fortuna che l'uomo torna ad essere terra e polvere (per gli scienziologi come me O, C e H, più altre cose che certo sapranno quelli più scienziologi di me)

82.225.000.000 di anime allora... quelle per forza!

e chissà come sta messo il paradiso... bassa stagione :-)

Riflessione IV

esiste l'immortalità?
del tipo 82.225.000.000 nati e "solo" 82.224.999.999 morti?
SI, ma non ha senso nè logica (quello che ho scritto)

(nè l'immortalità)

Riflessione V

"chi sono?"
"perchè esisto?"
"dove vado?"

per 82.225.000.000 di volte... quanti l'avranno capito?
quanti accettato?

ma quanti siamo... stati?!


oggi mi sono posto una domanda... niente di nuovo, dopo una breve indagine in rete... e qua si torna al solito discorso (che non si può inventare più niente, tutto è già stato detto, tutto è già stato fatto...)

mi sono chiesto quanti abitanti esistono e sono esistiti sulla terra da chè c'è la razza umana (tipo una stima cumulativa)

la risposta la diede Jean Bourgeois-Pichat:

Dati storici - abitanti presenti
100.000 anni fa 30/60.000
40.000 anni fa 800.000
10.000 anni fa 8.000.000
5000 a.C. 20.000.000
3000 a.C. 40.000.000
1500 a.C. 80.000.000
1 d.C. 160.000.000
500 d.C. 255.000.000
1000 d.C. 254.000.000
1500, 459.000.000
1750, 770.000.000
1850, 1.222.000.000
1900, 1.522.000.000
1950, 2.480.000.000
1975, 4.075.000.000
nel 2000, 5.849.000.000.

Il totale ricostruito con il coefficiente della natalità inverso anno per anno.....

Vissuti in 100.000 anni: 82.225.000.000 di esseri umani Homo S.-Sapiens!

Che roba!

......

a più tardi le riflessioni, che ora si torna al lavoro